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Lunedì 10, nella calura impietosa, siamo andati a Romagnano Sesia, al festival “un passo davanti all’altro” di quelle anime belle di ensemble teatro.
Abbiamo visitato Villa Caccia come dei turisti privilegiati, scovando le nicchie di quando era un convento, gli affreschi di quando era un palazzo, le caricature imperiture ed impietose sui muri di quando era una scuola media. È difficile raccontare di quando si lavora con gli amici, perché finisci per dimenticare che stai lavorando. Sono più le chiacchiere, le mandorle salate, i saltelli nel parco, i litri di antizanzare.
Lidia aveva una platea piena, nella sala del museo, sotto quel gigantesco tronco di castagno, con i ghiri che spuntavano a curiosare dai travicelli del soffitto. È stata una replica gioiosa, tutta d’un fiato, di una bellezza di quelle che rimangono sottopelle. Un pubblico attentissimo che la portava per mano, affettuoso fino alle lacrime, pieno di luna e di fuoco e di urla nel bosco.
Grazie per esserci stati, e per esserci stati così. Per le parole, i messaggi, gli abbracci sudati, gli applausi infiniti.
Grazie ensemble teatro per averci portati qui e per il lavoro bellissimo e riuscitissimo che state facendo con questo festival. Grazie terra grande e bella e ferita. Grazie per essere stata con noi.