Al rifugio selleries, venerdì 7 agosto, il cielo era irrequieto. A valle le nuvole scaricavano, finalmente, una pioggia ricca, e al Selleries, sopra le nuvole, il clima era un un po’ più simile a quello che sarebbe normale per una sera d’agosto a 2000 metri.
Abbiamo riabbracciato Massimo, mangiato con gioia familiare nella sala di legno scuro, salutato un vitellone che girava nel piazzale e faceva sbroccare Layla, e poi abbiamo iniziato a leggere.
Non tutti erano lì per quello, ma tutti si sono fermati. Abbiamo letto insieme poesia, morte e rabbia, ed era così importante vedere che non una parola andava perduta. Grazie per esserci stati con forza, grazie per le chiacchiere dopo, per le copie inviate in giro, per essere venuti apposta o per esservi fermati apposta.
Grazie Massimo che ci credi sempre, grazie per le chiacchiere su una panca, per gli abbracci sempre stretti, e buona fortuna per le nuove salite.
Grazie, per l’ottavo anno di fila.





