Sabato 1 agosto eravamo sulle Apuane e salivamo felici e fradici verso il Rifugio Forte del Marmi, boccheggiando nell’aria umida. In difesa della Apuane possiamo dire però che avevamo passato la notte a Lucca, e tutto è più fresco di Lucca. Pure la prima fetta di pizza addentata con impazienza che ti lascia con la lingua a penzoloni per cinque minuti è più fresca di Lucca.
Abbiamo fatto ogni passo agognando la vasca di acqua gelata che ci aspettava in fondo al sentiero, saltando tra le radici con più entusiasmo di quello che il caldo ci permetteva, e arrivati al rifugio abbiamo finalmente conosciuto quelle anime belle di Agnese e Francesco. È bello vedere che il rifugio è rimasto in mano a qualcuno che gli vuole così bene, bello ritrovarlo familiare ed insieme nuovo, e bellissimo vedere quanta gente si era messa gli scarponcini ed era venuta sul monte Procinto per noi.
Ci siamo riempiti di tordelli fatti in casa e biroldo e melanzane, abbracciato un sacco di gente nonostante il sudore, abbiamo spostato tavoli e ombrelloni e poi, protetti dalla terrazza, con il Procinto che ci guardava, abbiamo attraversato Nel ventre della balena insieme, a denti stretti, guardandoci negli occhi. Grazie per averlo voluto attraversare con noi. Grazie per esservi fermati, per gli occhi lucidi e aver letto di più di più di più, per averci chiesto il testo integrale, perché esserci non è affatto scontato.
Grazie Francesco e Agnese per averci voluti sulla fiducia, per le chiacchiere al volo, per il tabacco sottobanco, grazie perché avete gli occhi belli e le mani impegnate, grazie a tutti i ragazzi del rifugio che siete belli come il sole, e grazie al Procinto che non spiana mai la fronte e non chiude mai le mani. Alla prossima volta.






