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Venerdì 24 siamo tornati a Ormea a raccontare Vangelo di terra nera, ospiti ancora una volta dell’Associazione Ulmeta. Aligi, ci sei mancato così tanto.
La piazzetta era accoccolata intorno a noi, docile, con qualche gatto di passaggio e un’arietta fresca che nell’arco della serata è passata da “oh che piacere” a “oh che freschino” a “oh dov’è la felpa”, e noi abbiamo montato con la leggerezza di chi ritorna.
Yahuda si è raccontato ad un pubblico attentissimo, silenzioso, colmo, che si è aggrappato a lui dalla prima all’ultima parola. È stato bello poterci guardare negli occhi camminando sul lago Tabariyyah, tornare nella grotta, nell’uliveto, e farlo con chi si teneva le mani sul viso e sospirava piano ad ogni parola d’amore.
Grazie per aver accompagnato Yahuda, per avergli tenuto la mano, per aver letto nella sua storia così tanta vita. Grazie Ulmeta per averci voluti di nuovo, per l’affetto con cui ci accogliete sempre, per i wafer e i canti sciamanici e i genovesismi condivisi, grazie gelateria che ci hai sfamati nonostante l’ora con un gelato incredibile, nessun ringraziamento alla macchinetta che si è tenuta il nostro pacchetto di patatine (già pagate un intero euro) nonostante il nostro bombardamento aereo di confetti di cioccolato. Noi non dimentichiamo, disonore a te.
Aligi, grazie anche quest’anno. Grazie anche da distante, grazie per averci voluti e per averci voluto bene, ci siete mancati tanto, vi abbracciamo forte.