Mercoledì 15 eravamo a Celle Ligure, ospiti di ANPI Celle, ad inaugurare la stagione di ANPI Incontra con il cuore pieno e gli occhi diffidentissimi puntati al cielo.
Il nostro bellissimo anfiteatro di pietra ci guardava con i lucciconi mentre nuvoloni neri si arrembavano contro l’Altavia ghignando. Abbiamo abbracciato Michela e Gabriele, che bello che è sempre vedervi, che incantesimo che sembri sempre che non sia passato un giorno, abbiamo scambiato le opinioni da anziani con il cicchetto in mano, eh ma se arriva dalla Francia vuol dire che piove, eh ma sul mare si vede che già si libera, eh ma se l’Altavia è nera qui arriva subito, eh ma si sente dall’odore che non dura (sono tutte opinioni che danno moltissima soddisfazione, è come giocare a briscola. Non serve a niente ma che bel quarto d’ora), poi, visto che il cielo con le nostre opinioni ci si fa vento, si è aperto un nubifragio biblico con tuoni, fulmini, arcobaleni (due) e nessuna intenzione di semplificarci la vita.
Abbiamo raccontato la storia di Michè al riparo della sala, con l’aria fresca che entrava a benedirci dalle porte aperte e gli occhi pieni di temporale, ed è stato stretto, dolce, dissetante.
Grazie per la tenerezza con cui avete accolto Michè, grazie al bimbo che all’affermazione “le femmine fanno schifo, piangono sempre e sono noiose” si è girato verso la mamma con un sonoro “Visto?”, grazie per gli abbracci e le lacrime e la focaccia.
Grazie mille ANPI Celle per averci voluti anche quest’anno, grazie al cielo per averci stretti uno sull’altro e grazie infinite, infinite, Michela e Gabriele: siete belli, vedervi è sempre una carezza al cuore.
Le foto bellissime, anche stavolta, sono di Gabriele. Sei una garanzia.






