Giovedì 31 luglio, per la prima volta, siamo andati a Gaggio Montano.
Il cielo basso prometteva di aprirsi, il cortile era di una bellezza ottocentesca, Andrea era l’assessore alla cultura dei nostri sogni più scatenati. Abbiamo (finalmente!finalmente!) riabbracciato Ale e Lule, abbiamo montato chiacchierando di presentazioni di libri e lettere arabe violentemente ostili, montato la tecnica, poi, peccando di ‘ubris, abbiamo detto ad alta voce ‘oooh, è tutto pronto’. Allora, con un tempismo tragico, è saltata la luce. Il quadro elettrico negava con forza che fosse successo qualcosa di brutto, le prese dissentivano. Ci abbiamo litigato, non è servito a niente. Le abbiamo supplicate ed hanno riso di noi. Abbiamo contattato un elettricista. Ci ha detto che, tenerelli noi a guardare il quadro elettrico, non c’è più un solo quadro elettrico, bensì un quadro elettrico a valle ed un quadro elettrico a monte. È la norma. Si fa così. E quindi? Eh, quindi dovete trovare l’altro quadro elettrico, il Grande Quadro Elettrico, il Quadro Elettrico dei Quadri Elettrici, dormiente in una grotta sorvegliata da viverne. Spoiler: non lo abbiamo trovato. Tuttavia, attaccandoci ad ogni interruttore con disperazione, senza nessuna ragione apparente, in una sola stanza distante, la luce c’era. Rinunciando a malincuore all’avventura ci siamo attaccati lì. È arrivata tanta di quella gente che non sapevamo più bene dove metterla, ad un certo punto abbiamo cominciato ad incoraggiare i più ginnici a sedersi per terra. Yahuda ha raccontato davanti ad occhi bellissimi, gonfi, liquidi, in mezzo a sospiri sonori e commenti incontenibili, Nasira ha soffiato la sua polvere bianca tra i capelli di tutti e Issa, Issa di luce e di acqua, lago Tabariyyah, ha tenuto il suo pollice sopra le nostre mani. È stato pieno e dolcissimo, sacro, così bello con la barba folta e le mani aperte che non riuscivamo a richiuderle più. Grazie per esserci stati, per aver accolto questa storia così teneramente, per aver visto, per aver capito, per aver riso con Issa e i pesci del lago, grazie per gli abbracci e le domande, grazie terra dolce, grazie Marco e Paola e tutto il gruppo che ormai se non ci siete facciamo le dive e non andiamo in scena, grazie infinite Andrea per aver creduto in questa serata, sei stato meraviglioso.
Ale, Lule, non è che ci siano molte parole, le uniche giuste sono vi vogliamo bene.
Ah, abbiamo chiesto ad Andrea, poi la luce è tornata.
Era un interruttore.







